Fontecchio: “Abbiamo il destino nelle nostre mani, ora conta solo vincere contro Pistoia”

Fontecchio: “Abbiamo il destino nelle nostre mani, ora conta solo vincere contro Pistoia”

Le parole di Simone Fontecchio, ala della Virtus Bologna che ha parlato della situazione della squadra e della corsa salvezza.

Simone Fontecchio ha rilasciato un’intervista a “Il Resto del Carlino” in cui ha commentato la deludente sconfitta subita dalla Virtus in casa contro Trento, ha analizzato la stagione che sta disputando e gli impegni futuri.

Il giovane cestista parla così della gara contro Trento: “Ci è mancata un po’ di grinta, soprattutto nel finale. Abbiamo cercato tante soluzioni da tre punti che poi non sono entrate, mentre avremmo dovuto servire maggiormente Pittman, sfruttando la sua fisicità.”

Fontecchio spiega così la scelta dell’allenatore di non tenerlo in campo per gli ultimi minuti: “Vorresti sempre essere in campo e aiutare la squadra e non è mai facile stare in panchina. Questo, però, non dipende da me ma dall’allenatore. Con grande chiarezza a fine gara il coach ha spiegato la sua scelta tecnica: voleva giocare con tre piccoli per aprire meglio il campo.”

Ecco la presentazione dei prossimi quattro impegni che dovrà affrontare la Virtus: “Abbiamo ancora il destino nelle nostre mani, la salvezza dipende da noi non dagli altri. Queste quattro partite per noi devono essere quattro finali, a partire da quella di domenica a Pistoia. Aggiungo che la salvezza la si ottiene guardando avanti non indietro: ora conta solo vincere contro Pistoia, questa dev’essere la nostra unica preoccupazione.”

Fontecchio ha anche parlato del positivo inserimento del nuovo arrivato Andre Collins: “Ha sostituito Ray nel ruolo di leader, Andre è uno che parla molto sia in allenamento sia in partita e le sue indicazioni aiutano tutti a stare in campo. Avevamo bisogno della sua esperienza e del suo talento.”

Infine il classe 95′ racconta come sta vivendo questa stagione: “Non mi aspettavo tanti momenti bui e all’inizio confesso di essermi trovato un po’ impreparato. Ho capito che una delle qualità che un giocatore deve avere per restare in serie A è quella di saper reagire davanti ai momenti bui, avendo ben presente che la pallacanestro è un gioco di squadra e che dalle situazioni negative si esce solo se tutti vanno dalla stessa parte“.

 

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