Derby californiano: i Kings battono un colpo ma ora è troppo tardi

Derby californiano: i Kings battono un colpo ma ora è troppo tardi

di Tommaso Rocca

Una vittoria allo Staples Center di Los Angeles è sempre una bella soddisfazione ma contro questi Lakers in questo momento della stagione non è certo un qualcosa che resterà negli annali. Sacramento si aggiudica il derby della California e delle deluse della Pacific Division aumentando il rammarico per una stagione in cui i play-off erano a portata di mano per i Kings che se li sono visti sfuggire causa l’assenza di continuità nelle prestazioni offerte.

Per Beli e compagni non c’è neanche la soddisfazione dell’ultimo saluto a Kobe Bryant, fuori per un problema alla spalla e che si avvicina sempre più al ritiro dopo 19 anni da leggenda in NBA. Tra l’altro il periodo non è dei migliori nemmeno per Marco, alle prese con dei problemi alla schiena che ne stanno limitando l’utilizzo nelle ultime uscite dei biancoviola. Contro i Lakers arriva la 26esima vittoria per i Kings in stagione a fronte di 40 sconfitte, troppe per poter ancora sperare di raggiungere i play-off distanti 8 vittorie con 16 gare a disposizione. A fare la voce grossa contro i losangelini è il solito Cousins che pur non tirando bene dal campo (4/10) alla fine segna 22 punti con 8 rimbalzi e 4 stoppate, risultando decisivo nel 106-98 finale. Buone prestazioni anche di Gay, 20 punti (9/16 dal campo) e 8 rimbalzi, e di Darren Collison che segna 22 punti (10/14 dal campo) con 6 assist. Belinelli, ancora non in perfette condizioni segna 9 punti tirando con il 30% dal campo e mettendo a segno una sola tripla in 15 minuti sul parquet. Tra i Lakers, come detto privi di Bryant, e sempre più in fondo alla classifica della Western Conference da segnalare le buone prove di Julius Randle (14 punti e 11 rimbalzi), Jordan Clarkson (12 punti) e D’Angelo Russel (14 punti e 4 rubate) che se non altro fanno ben sperare se si guarda al futuro data la giovane età dei giocatori, comunque assolutamente bisognosi di un leader guida che non poteva essere il Bryant di quest’anno, all’ultima stagione in NBA e tormentato da continui problemi fisici. Tempo di ricostruire in casa Lakers quindi e rivoluzione vicina anche per i Kings, che durante la stagione si sono dimostrati tanto talentuosi quanto discontinui.

Probabile che in estate si pensi a cambiare allenatore, soprattutto dopo le numerose incomprensioni tra coach George Karl e la stella della squadra Cousins, e anche buona parte del roster potrebbe lasciare Sacramento visti gli scarsi risultati. Tra i possibili partenti anche Marco Belinelli: la guardia di San Giovanni in Persiceto si era pian piano ritagliato il suo ruolo all’interno della rotazione di Karl quest’anno ma i risultati della squadra ed alcuni problemi fisici, suoi e di altri compagni, non gli hanno mai permesso di poter giocare stabilmente la pallacanestro adatta alle sue caratteristiche. Il contratto di Marco è importante e anche per questo motivo potremo comunque vederlo rimanere in California a patto che la squadra venga costruita con intelligenza per permettergli di sfruttare le sue qualità (è stato tra i migliori tiratori da 3 della lega nelle passate stagioni) che sono certo migliori di quelle messe in mostra per larghi tratti della stagione in maglia Kings.

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