Caso Drucker, Grassani: “Andremo fino in fondo”

Caso Drucker, Grassani: “Andremo fino in fondo”

Sarà l’avvocato Grassani a rappresentare la Fortitudo nella vicenda legata ai mancati pagamenti a coach Drucker risalenti ancora in epoca Sacrati ma che hanno avuto strascichi sulla nuova Fortitudo con il blocco del mercato estero. L’avvocato è certo di far valere le ragioni della nuova società e annuncia una dura battaglia legale che vedrà i biancoblù andare, se necessario, fino al Tas. “Abbiamo già presentato ricorso alla Commissione d’Appello Fiba – ha affermato Grassani a Stadio – tutto nasce da un provvedimento firmato il 22 luglio dal segretario generale Fiba che inibiva tutti i trasferimenti in entrata per la Fortitudo, ritenendo l’attuale proprietà responsabile dei vecchi inadempimenti riconducibili all’era Sacrati”. C’era dunque il divieto su tutti i trasferimenti ma la Fip ha respinto l’invito non applicando l’inibizione nei confronti dei giocatori già associati alle sue leghe di competenza. La Fiba però sta ritardando pericolosamente le tempistiche, il ricorso è stato presentato entro i tempi richiesti (il 5 agosto) ma la federazione ha deciso di non ritenere urgente l’appello visto che il campionato italiano inizia ad ottobre. Su questo aspetto Grassani è chiaro: “Non si è tenuto conto del fatto che una stagione non inizia con il via del campionato, ma c’è la preparazione estiva, il ritiro e i contratti, i giocatori non possono aspettare il 30 ottobre. Abbiamo chiesto una procedura d’urgenza ed entro il 10 settembre ci daranno una risposta”. Poi c’è la battaglia legale vera e propria, e la Effe si sente dalla parte della ragione: “La Fortitudo attuale è stata affiliata alla Fip tre anni dopo l’ultima partita della Effe di Sacrati, ed è la stessa federazione a specificare che questa società non c’entra nulla con la precedente. La somma da pagare è superiore ai 500mila euro e la Fiba contesta alla nuova Effe continuità con la precedente per i trofei sul sito. Siamo al Paleolitico, siamo pronti ad andare fino al Tas convinti che se questo obbrobrio giuridico permanesse il Tas lo spazzerebbe via”.

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