Bucci: “La Virtus può giocarsela con chiunque, ha un 50% di possibilità di salvarsi”

Bucci: “La Virtus può giocarsela con chiunque, ha un 50% di possibilità di salvarsi”

Le parole del presidente della Virtus intervistato da ‘Il Resto del Carlino’.

La Virtus Bologna si appresta a giocarsi la salvezza nella sfida decisiva di mercoledì prossimo in casa di Reggio Emilia. Il presidente Alberto Bucci, intervistato da ‘Il Resto del Carlino’, descrive così la situazione: “Alla V Nera voglio dare il 50% di possibilità di salvezza, perchè la squadra che ha vinto con Torino può giocarsela con chiunque, anche con chi lotterà per il titolo. A Reggio sono molto legato: sarebbe bello se noi vincessimo salvandoci e poi loro si cucissero sulla maglia lo scudetto. Questo baratto lo farebbero subito, noi saremmo i primi a essere contenti se si concretizzasse”.

Poi il presidente spiega la decisione del ritiro della scorsa settimana: “La squadra non riusciva a esprimere in partita quello che produceva in allenamento. La causa per cui questo succede spesso è la pressione, per cui era necessario mettere i giocatori al riparo. Dovevano guardarsi in faccia e capire che solo se si remava nella stessa direzione si arrivava a riva. Una volta portato in salvo il carico ognuno andrà per la propria strada. Al contrario per quanto uno possa fare buoni numeri, questi vengono cancellati se la stagione della sua squadra è molto negativa”.

Bucci ha anche parlato del fondamentale trionfo ottenuto domenica scorsa contro Torino: “La squadra ha subito aggredito e questo era quello che l’allenatore voleva. I nostri avversari sono rimasti spiazzati e non hanno saputo reagire. Mi aspettavo che i giocatori avessero questo tipo di risposta, il resto non mi compete”.

Infine il presidente ha detto la sua sui problemi avuti dalla Virtus in questa stagione: “Ho l’impressione che si sia avuto paura ad ammettere che ci si era sbagliati. Al contrario, l’errore è l’unico compagno che viaggerà con te tutta la vita. Ogni tanto sono chiamato come relatore in convegni e seminari e io dico sempre che non invidio chi non sbaglia mai, perchè o è morto e magari non lo sa ancora, oppure non conta nulla. Gli errori fanno parte della vita, l’importante è sapersi correggere e questo è possibile solo se chi li commette è in buona fede. Vorrei dire un’ultima cosa. Io all’Unipol Arena ho giocato tante partite importanti, ma un pubblico come quello di domenica non l’ho mai avuto da allenatore. L’ho avuto da presidente: lunedì ho compiuto 68 anni, un regalo più bello non lo potevo ricevere. Grazie a tutti”.

 

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