Boniciolli post Matera: “Cara F, niente umiltà, quindi niente cena”

Boniciolli post Matera: “Cara F, niente umiltà, quindi niente cena”

Il coach triestino non nasconde tutta la rabbia e la delusione per la prestazione fornita dalla propria squadra a Matera. ultima in classifica.

Il Matteo furioso. E’ un Boniciolli che fatica a nascondere la rabbia dopo il pesante scivolone di Matera, ultima della classe. Quello del PalaSassi era un test importante per dare continuità alle ultime due vittorie fra le mura amiche. Ma questa Fortitudo sembra perdere il proprio spirito guerriero lontano dal Paladozza: questa, infatti, è la terza sconfitta consecutiva in trasferta. Aspetto che, al coach triestino, proprio non va giù.

Ci sono due possibilità: o siamo scarsi oppure siamo presuntuosi. Io credo – continua Boniciolli – che valga la seconda ipotesi e questo significa che per qualcuno ci saranno tempi difficili. Se poi verrà fuori che, invece, siamo scarsi sarà ancora peggio: perché ci si salva anche in sette, mentre gli altri tre stanno a guardare“.

L’allenatore ex Virtus si sofferma poi sui singoli: “Quaglia oggi ha dimostrato quanto non meriti di giocare poco per lasciare spazio ad altri.  Oltre a Francesco, si salva il solo Raucci: sono stati gli unici a provare a stare nel sistema, al contrario dei restanti sette che sono andati per i fatti loro. I play sono stati disastrosi, fra Candi e Sorrentino non so chi abbia fatto peggio. Vorrei ricordare alla mia squadra che anche i nostri americani sono esseri umani e possono sbagliare. Spetta agli altri emergere“.

Nonostante la delusione, Boniciolli riesce ad analizzare con lucidità il match e ad individuare cosa non ha funzionato nei biancoblù: “A differenza delle volte precedenti, dopo che abbiamo iniziato a difendere, l’attacco ha smesso di funzionare. Inoltre, ci siamo accontentati di tirare da tre senza criterio e senza segnare“.

La prestazione ben al di sotto delle possibilità della Fortitudo ha portato immediatamente ad una punizione, come ha raccontato lo stesso coach. “Finita la partita non abbiamo cenato, ma siamo andati in albergo, dove abbiamo fatti una riunione di due ore per rivedere quella porcheria che abbiamo prodotto sul campo. La squadra – tuona Boniciolli – cenerà quando dimostrerà di meritarselo. Il mangiare è una cosa seria e ha un suo valore. Quando si è presuntuosi, e si gioca in questa maniera, si dimostra di non rispettare quel valore e, allora, è giusto non cenare. Spero che serva da lezione per tutti, altrimenti prenderemo altri provvedimenti“.

 

 

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