Belinelli, agrodolce ritorno a Chicago

Belinelli, agrodolce ritorno a Chicago

Un’altra sconfitta per i Kings

Non era una partita decisiva per i Kings che ormai hanno detto addio ai play-off già dalla scorsa settimana ma per Marco Belinelli il ritorno allo United Center di Chicago era sicuramente una gara diversa dalle altre. I Bulls sono la prima squadra NBA con cui Marco è riuscito a essere protagonista nei playoff, diventando il primo italiano a vincere una serie di post season, oltre ad essere la squadra che gli ha permesso di affermarsi come giocatore a tutto tondo in questa lega e guadagnarsi la successiva chiamata dei San Antonio Spurs.

La sfida di ieri sera non contava un granché per Sacramento, troppo lontana ormai per sperare di raggiungere l’ottavo posto a Ovest, ma era molto importante per i Bulls, in lotta sul filo del rasoio per l’ottava piazza a Est. Chicago alla fine fa valere le sue maggiori motivazioni guidata da un rientrante Pau Gasol (14 punti e 14 rimbalzi) e da un Derrick Rose in ripresa (18 punti, 5 rimbalzi e 4 assist) riesce ad avere la meglio sui Kings, comunque in partita fino alla fine, per 109-102. Buona la prova di Marco Belinelli, (9 punti, 4 assist e 2 rimbalzi) e autore di una schiacciata in contropiede davvero notevole. Cousins ancora una volta domina l’attacco biancoviola con 19 punti e 18 rimbalzi ma tirando solo 6/14 dal campo e perdendo ben 8 palloni. Sei le palle perse di Rondo invece che non mitiga il dato negativo con i soli 14 punti a referto, oltre a 5 assist e 4 rimbalzi.

Buona prova anche di Darren Collison, ultimamente piuttosto altalenante nelle sue prestazioni, che segna 4 triple su 5 tentativi per 19 punti finali conditi da 4 assistenze e 4 rimbalzi. La differenza la fa comunque ancora un eterno Gasol, campione d’Europa quest’estate con la Spagna e ancora capace di insegnare pallacanestro oltreoceano a 35 anni suonati. Le sue tre stoppate, due delle quali su Cousinis, nonostante il fisico non sia più quello di una volta sono la dimostrazione dell’intelligenza cestistica di un giocatore che magari non sembrerà mettere in campo tutta l’intensità necessaria in una lega come l’NBA ma che quando è ora di scendere sul parquet vorresti sempre dalla tua parte. Probabilmente ai Kings, che ieri sera hanno tirato meglio e preso più rimbalzi perdendo ugualmente, manca questo tipo di giocatore, esperto e leader silenzioso del gruppo che ha si grande talento ma che riesce sempre a sperperarlo nelle maniere più curiose. Una nota finale sul “Beli”: l’accoglienza ricevuta ieri sera dai suoi ex tifosi è stata davvero significativa, dalle parti della “Windy City” non sono soliti a dimenticare chi suda e lotta per una franchigia così gloriosa come quella dei Bulls. Qualche voce di un ritorno di Marco a Chicago era pure girata nell’ambiente prima della fine del periodo delle trade e sinceramente in una squadra come quella di coach Hoiberg Belinelli potrebbe essere un importante valore aggiunto. L’estate si avvicina, con pre-olimpico prima di tutto, poi forse Marco si concentrerà sul suo futuro NBA.

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