Bazzani: “Questa squadra è la nostra Fortitudo, orgogliosi di questo gruppo”

Bazzani: “Questa squadra è la nostra Fortitudo, orgogliosi di questo gruppo”

Le parole di Fabio Bazzani al Qs.

Il quotidiano bolognese Il Resto del Carlino in vista di gara 3 della finale playoff ha intervistato un grande tifoso fortitudino: Fabio Bazzani, ex calciatore ora allenatore della Mezzolara.

Ecco le sue impressioni su questa sofferta finale: “Noi fortitudini stiamo vivendo un sogno. Abbiamo una squadra che sentiamo nostra, durante le partite soffriamo con i giocatori e loro soffrono con noi e aver eliminato Treviso ed essere arrivati in finale è stato un grande risultato. Ora dobbiamo vincere domani per giocarci un’altra possibilità martedì tutti insieme. Brescia è una squadra tosta, tutto il PalaDozza deve provare a essere più forte dei nostri avversari. Non basta impegnarsi per giocare da noi. Io ero a Cento quando la rinata Fortitudo disputò i suoi primi playoff e venne eliminata. Non posso dire che i giocatori di quella squadra non fossero dei professionisti, ma non erano i nostri giocatori, non scattò quel feeling che è fondamentale quando si veste questa maglia. E’ ovvio che Davide Lamma, Gennaro Sorrentino, Matteo Montano e anche Leo Candi, pur essendo giovane, partono avvantaggiati perché sono cresciuti qui, però, anche Marco Carraretto è diventato uno di noi, anche se ha vinto tanto in altri club e potrebbe accontentarsi di svolgere il suo compito. Lo stesso lo si può dire di Valerio Amoroso, ma non vorrei dimenticare neppure Davide Raucci o Nazzareno Italiano. Questa squadra è la nostra Fortitudo».

Bazzani poi spiega come reagire in caso di risultato negativo in questa finale: “Bisogna avere la forza di superare subito la delusione del momento e pensare che questo risultato straordinario sia un punto di partenza e non di arrivo. Stiamo giocando senza un tiratore americano, con un gruppo che prima dell’arrivo di Boniciolli faceva molta fatica in serie B. A un anno di distanza ci stiamo giocando la serie A con i giovani che vanno in campo e tengono testa ad avversari molto più esperti di loro. Bisogna essere orgogliosi di questo gruppo, nessuna critica è fondata quando si parla di loro e del lavoro che hanno fatto perché si è persa la cultura del lavoro e dell’obiettività. Io penso di aver raggiunto un grande risultato ottenendo la salvezza con il Mezzolara e la gioia sportiva che ho vissuta è stata immensa. Alla fine, però, rimarrà scritto qualcosa negli annali che non esprime le difficoltà e le sofferenze di una stagione e quanto sia stato fatto per ottenere quel risultato. Così come per Matteo Boniciolli, se non dovesse andare in serie A, rimarrà il coach che ha perso con Brescia, senza evidenziare quali progressi abbia fatto la squadra per arrivare fino a lì”.

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