Turkyilmaz: “Verdi deve rimanere al Bologna. Dzemaili? Sereno perché ha già deciso il suo futuro”

Turkyilmaz: “Verdi deve rimanere al Bologna. Dzemaili? Sereno perché ha già deciso il suo futuro”

L’ex rossoblù e bomber svizzero, ora commentatore alla “Domenica Sportiva” ha parlato dell’esplosione di Simone Verdi, dell’amico Dzemaili e della sua storia al Bfc.

KUBILAY TURKYILMAZ , ex rossoblù per tre stagioni (dal 1990 al 1993), ha parlato di Simone Verdi e del suo connazionale Dzemaili.

Queste le sue parole al Resto del Carlino: “Se potessi dare un consiglio a Verdi gli direi che, se proprio il suo futuro è in una grande squadra, allora dovrebbe chiedere di restare un altro anno a Bologna, perché questo è il posto giusto per crescere. A Dzemaili invece non do nessun consiglio, perché lo conosco troppo bene.”

Sul goal di Verdi:” E’ tra i tre più belli della giornata di A. Andatevelo a rivedere: è un mix di coordinazione, potenza e tecnica. E c’è un altro ingrediente che questo ragazzo dimostra in tutte le sue giocate: la fame”

Sulla sua esperienza al Bologna:” Calcisticamente parlando non scelsi il momento giusto: troppe vicende societarie, tanti presidenti che si avvicendavano, molte sconfitte sul campo. Corioni, Gnudi, Gruppioni, Wanderlingh, perfino Casillo, per stare ai soli presidenti. E in panchina ho avuto Radice, Maifredi, Sonetti, Bersellini, Cerantola e Fogli. Ma Bologna mi hanno sempre voluto bene, e sapete perché? Perché in campo davo tutto e fuori dal campo mi piaceva stare in mezzo alla gente. In quella bellissima città conservo tanti amici, specie in bocciofila, il ritrovo della curva”.

Su Dzemaili: “Conosco bene la storia, perché Blerim per me è come un fratello. Sta facendo una stagione pazzesca, 8 reti per un centrocampista sono tante, ma non mi sorprende. Gioca con la testa libera, senza pressioni addosso e forse con la serenità che gli deriva proprio dall’aver già deciso dove sarà il suo futuro. E poi ora evidentemente avverte la fiducia di Donadoni: per Blerim è fondamentale sentirsi importante, avere un allenatore che si fida totalmente di lui”.

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