Scheda tattica – Il Chievo di Corini

Scheda tattica – Il Chievo di Corini

Il Chievo odierno è la dimostrazione che cambiare l’allenatore può ancora permettere di salvare una stagione. Eugenio Corini ha fatto le fortune dei gialloblu sul campo con il pallone tra i piedi e ora sta dimostrando di avere idee altrettanto chiare e incisive anche stando in panchina. Il suo arrivo ha dato la scossa ai clivensi che hanno ritrovato l’aggressività giusta per affrontare a testa alta ogni avversario ripartendo con umiltà dalle basi: difesa dura e ripartenze veloci. Pur mantenendo spesso i suoi uomini dietro la linea della palla in fase di non possesso, il 4-3-1-2 di Corini perù non è da intendere come un catenaccio visto che l’accorciamento delle linee è funzionale al recupero del pallone e allo sviluppo del contropiede. Un grande lavoro è quello svolto dal trequartista (spesso Thereau ma a volte Hetemaj) che in copertura spesso si abbassa sulla linea dei centrocampisti creando un classico 4-4-2 molto quadrato in cui difficilmente si riescono a trovare spazi tanto centralmente quanto sugli esterni. La difesa gialloblu punta soprattutto sulla fisicità dei centrali Andreolli e Dainelli, mentre sugli esterni Dramè a volte si può lasciar prendere dall’irruenza lasciando scoperte ampie zone di campo. L’ex bolognese Guana gioca invece davanti alla retroguardia e ha il compito di aiutarla sempre in fase di ripiegamento visto che i due interni (Luciano e Rigoni i titolari) amano spingersi in avanti cercando con frequenza l’inserimento senza palla. Il pericolo pubblico numero uno però sembra non essere più il veterano Pellissier, ma il giovane e ritrovato Paloschi che negli ultimi mesi ha recuperato condizione fisica e mentale adatte a lanciarlo finalmente nel grande calcio che tutti si aspettavano fosse di sua competenza.

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